Parco del Vesuvio
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Il Paesaggio Ercolanese: il Parco Nazionale del Vesuvio
Il Vesuvio, che tanto ha tolto e tanto a dato alla città di Ercolano, è certamente il re incontrastato del paesaggio ercolanese detto appunto vesuviano. Il Somma - Vesuvio si presenta come uno dei complessi vulcanici più pericolosi ed allo stesso tempo più affascinanti del mondo. La sua attività, dunque, comincia ben 300.000 anni fa. L’ attuale cima meridionale, il Vesuvio propriamente detto, ha avuto origine dal collasso della cima durante una violenta eruzione di circa 18.000 anni fa. Ad oggi il Monte Somma ed il Vesuvio, ovvero le due cime attuali, sono divise da un avvallamento a sua volta diviso in due versanti: l’Atrio del Cavallo che, scendendo verso Ovest, porta in direzione di San Sebastiano; e la Valle dell’Inferno che si dirige ad Est verso la cittadina di Terzigno. L’imboccatura dell’Atrio del Cavallo, che prende il nome dall’abitudine dei turisti in visita alla sommità del vulcano di lasciare qui a stazionare i propri cavalli, è occupata dalla cupola lavica del Colle Umberto, originatasi tra il 1895 ed il 1899 in seguito ad un’ eruzione che ha ulteriormente cambiato l’aspetto estremamente mutevole del vulcano. L’attività del Vesuvio è particolarmente varia. A periodi di quiescenza più o meno prolungati seguono fasi eruttive dalla violenza variabile. Fra le eruzioni più famose e violente vi sono certamente quella del 79 d.C., che distrusse oltre la città di Ercolano anche Pompei, Oplonti, Stabia ed altri centri minori. Ma già nel 5960 a.C. e nel 3580 a.C. il Vesuvio aveva dato prova della sua forza distruttiva con due eruzioni che furono con ogni probabilità le più violente mai avvenute in Europa. Dopo il 79 d.C., comunque, il vulcano si è risvegliato per quasi 40 volte avendo nel 472 d.C. e nel 1631 effetti devastanti sugli abitati e sulla popolazione. Proprio per tenere sotto controllo queste attività fin dal 1845 è stato istallato sulle pendici del Vesuvio l’osservatorio vesuviano, l’osservatorio vulcanologico più antico al mondo. Inaugurato in occasione del VII congresso degli scienziati italiani che si tenne a Napoli, esso fu fortemente voluto da Ferdinando II di Borbone. Alla guida di questo istituto si succedettero vari studiosi di fama internazionale, fra cui certamente spiccano Luigi Palmieri, inventore di numerosi strumenti ancor oggi utili per le osservazioni vulcanologiche, nonché Giuseppe Mercalli, vulcanologo e sismologo noto per l’omonima scala sismica.
Ma il Vesuvio si contraddistingue non solo per la sua violenza ma anche per il suo paesaggio. Nei periodi di quiete, infatti, questo vulcano offre agli spettatori un paesaggio assolutamente suggestivo ricoprendosi, soprattutto nel periodo estivo, di gialle ginestre. Un paesaggio magico immortalato anche da Leopardi nella sua Ginestra. Questa natura selvaggia che si affaccia sul Golfo più bello del mondo ha bisogno di cura e protezione costanti. A tal fine nel 1995 è stato istituito il Parco Nazionale del Vesuvio, un’area protetta di circa 10.000 ettari che comprende non solo il vulcano in sé ma anche i suoi versanti. Si ha così la possibilità di effettuare passeggiate lungo i versanti del Vesuvio, sia all’interno del cratere sia nelle zone di formazione vulcanica, ammirando le splendide ginestre, ma senza dimenticare la pineta. Costituita non solo da pini marittimi, ma anche da betulle, querce aceri e lecci, questa pineta, che si estende fino alla base del Monte Somma, ospita al suo interno esili piantine e svariare tipologie di funghi. Tutto il complesso del parco è dunque visitabile a piedi, in bicicletta, a cavallo in parte liberamente, in parte con l’ausilio di guide specializzate.


